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Covid-19

Nel contesto di incertezza legato alla recente diffusione di Covid-19, il Segretariato Italiano Studenti in Medicina – in accordo con il proprio Policy Statement “Diritto alla Salute e Accesso alle Cure” – invita i futuri e attuali professionisti della Salute a riconoscere il proprio ruolo all’interno della società, divulgando informazioni corrette, che possano permettere a chiunque di compiere delle scelte consapevoli riguardo alla propria salute.

Attraverso questa campagna, il SISM sottolinea l’importanza di:
– Una corretta comunicazione del rischio, con l’obiettivo di scongiurare episodi di paura nella popolazione;
– Adeguate strategie di prevenzione, volte a contrastare la rapida diffusione dell’infezione;
– Un’analisi del contesto nel quale l’epidemia si sta sviluppando, per fornire una panoramica più ampia agli interessati.

Capitolo 1 – Comunicazione del rischio in emergenza

In un contesto di emergenza risulta fondamentale comunicare adeguatamente il rischio.

La prevenzione della disinformazione contribuisce ad evitare episodi di panico, fornendo alla popolazione gli strumenti utili a mettere in atto comportamenti adeguati.

Con questo primo capitolo, il Segretariato Italiano Studenti in Medicina prova a fornire degli strumenti utili a capire perché è necessario comunicare adeguatamente il rischio e quali sono le strategie da mettere in atto nel farlo.

Molto spesso vengono diffuse informazioni chiare ma che – comunicate in modo sbagliato – contribuiscono a creare il caos.

Sono tre i concetti chiave di oggi: Comunicazione proattiva, Coinvolgimento della comunità e Ascolto attivo.

– Comunicare in maniera proattiva vuol dire impegnarsi per prevenire la disinformazione. Scegliere di non farlo, infatti, vorrebbe dire esporsi al rischio di essere considerati poco responsivi o poco interessati.

– Coinvolgere la comunità è necessario, affinché in una Public Health Emergency questa diventi protagonista. Possiamo farlo sia informando correttamente sulle misure che stanno prendendo le Istituzioni, sia raccogliendo e rispondendo a dubbi e perplessità.

– Ascolto attivo vuol dire impegnarsi a capire cosa pensano gli altri, cosa interessa loro, cosa rispondere e cosa fare, anche con lo scopo di identificare il rumour (fake news o informazioni scorrette).

 

Capitolo 2 – Prevenzione

In questo contesto diventa importante e necessario parlare anche di prevenzione. Dedichiamo infatti il capitolo 2 alle misure di contenimento più utilizzate per prevenire la diffusione del Covid-19: la quarantena e l’isolamento.

Perché sono così importanti? Quando sono indicate? Quando si rivelano davvero efficaci?

In questo secondo capitolo, quindi, il Segretariato Italiano Studenti in Medicina si propone di fornire gli strumenti per poter rispondere alle domande della popolazione riguardo alle misure non farmacologiche di contenimento. Capire il razionale è doppiamente vincente: da un lato favorisce in generale la compliance della popolazione, mentre dall’altro spegne sul nascere eventuali ipotesi di complotto, che originano da una percepita sproporzionalità tra le misure adottate ed il contesto attuale e reale in cui bisogna metterle in pratica.

In tutto il mondo, i vari Paesi stanno prendendo le misure più adeguate, ma cosa si sta facendo nello specifico in Italia? E quali comportamenti nel proprio singolo possiamo adottare per limitare la trasmissione e prevenire il contagio?

Nella seconda parte del capitolo sulla Prevenzione, approfondiamo, oltre alle misure di contenimento, anche il lavaggio delle mani e l’utilizzo delle mascherine.

Perché il lavaggio delle mani è così importante? Quando dovrebbe essere eseguito?

Esistono due principali tipi di mascherine: la mascherine chirurgiche e i facciali filtranti. Ma a cosa servono, quando sono indicate e che differenze presentano?

Capitolo 3 – Emergenza del Coronavirus o virus tra le emergenze?

A livello globale il Coronavirus ha portato con sé una serie di problematiche che vanno oltre la sola risposta medica: la gestione dell’emergenza, la comunicazione del rischio alla popolazione, le preoccupazioni circa le risorse economiche a causa dello stop delle attività lavorative.

Una riflessione che è spontaneamente emersa in questi giorni è:
“Riuscirà il nostro personale sanitario a prendersi cura di tutti i malati e dei casi sospetti? Il nostro Sistema Sanitario Nazionale è in grado di sostenere e fronteggiare l’emergenza del Coronavirus tra le esigenze reali e il panico di massa?”.

Il nostro Servizio Sanitario Nazionale agisce secondo l’art. 32 della Costituzione Italiana, perseguendo l’equità, l’uguaglianza e l’universalità. Questi sono principi nobili, condivisibili e necessari al fine di garantire una buona Salute a tutti i cittadini, ma il SSN è davvero in grado di offrire tutto questo?

La risposta ad un evento epidemico è regolamentata da direttive internazionali come l’International Health Regulations (WHO, 2005). Ogni Paese ha la responsabilità di soccorrere la popolazione colpita da un’emergenza che avviene sul suo territorio. Non tutti i Paesi però hanno le risorse per poter agire nello stesso modo: il contesto sociale, politico, economico, infatti, non sempre è adatto ad assicurare una risposta tale da produrre uno stato di benessere fisico, psicologico e sociale.

La risposta internazionale interviene quindi prontamente per:
– Evitare lo spreco delle risorse;
– Aumentare l’efficacia dell’operazione;
– Facilitare la collaborazione e la comunicazione tra gli altri agenti.

Ovviamente i meccanismi della risposta internazionale sono molto complessi e articolati, qui abbiamo riassunto solo i principali.

Nei giorni scorsi sono stati pubblicati dei dati circa il raggiungimento di temperature record in Antartide (si sono toccati i 20.7°C). Secondo il Climate Index Risk, negli ultimi 20 anni a causa del collasso climatico ci sono state 500 mila vittime nel mondo e sono stimate ulteriori 250 mila ogni anno tra il 2030 e il 2050 (WHO).

Eppure nei confronti di tutto questo non vi è stata una risposta altrettanto forte come quella per il Coronavirus: perchè?
Qual è la radice comune tra l’emergenza recente, altre pandemie e la crisi climatica?

I Governi ci hanno dimostrato che qualcosa si può fare, quindi è necessario passare dal paradigma di reazione all’emergenza a quello della prevenzione.